Lezioni allo zoo

Luglio 22, 2008

Un giorno penso che prenderò mia nipote e la porterò allo zoo, le mostrerò tutti gli animali e le darò alcune lezioni di vita… Adesso forse è ancora un po’ presto ma quando sarà il momento lo farò…

La porterò in mezzo agli animali, le parlerò di tutti, mi soffermerò su quelli che lei temerà di più.

“Il leone non è cattivo, è come un signore affamato a cui non portano da mangiare.
Non aver paura della pantera, è una signora che aspetta da troppo che il semaforo diventi verde.
Il gorilla invece è nervoso perché non gli piace vestirsi sempre di nero.”

Ce n’è solo uno di animale da cui dovrai sempre stare alla lontana, si chiama paura. La paura è un animale che ti mangia tutto, ti fa in tanti pezzettini, non lo vedi quando arriva a bloccarti mani, braccia, gambe, blocca tutto anche la lingua, le orecchie, gli occhi e persino i capelli.
La paura come prima cosa si mangia i verbi, si mangia per primi “giocare” e “divertirsi”, poco per volta si mangia anche tutti gli altri fino a quando non resta che lei. La paura, te l’ho detto, non la vedi per cui non sai quando ti potrebbe attaccare, però è facile che ti venga a trovare quando stai prendendo delle scelte, quando stai per esporti, quando stai decidendo quale direzione sia più giusta da prendere.

Ora ascoltami bene, dirò abbassandomi e guardandola negli occhi, per sconfiggere la paura potrai fare due cose: potrai vivere seguendo il flusso di quelli che ti staranno intorno, facendo tutto quello che ti sarà chiesto di fare e di vestire come ti diranno che è meglio vestirsi, non ti dovrai mai porre neanche una domanda, non avere un dubbio se quel che stai facendo sia giusto o sbagliato e proseguire così per sempre. La paura è un animale terribile e spaventoso ma è anche molto intelligente, se la sua vittima non odora di sangue, se si trova davanti ad una persona che non ha mai provato a camminare da sola per strada, senza la guida di nessuno, padrona di se stessa, la paura non attaccherà osserverà, annoiata, e se ne andrà.

Ma di noia potresti ammalarti anche tu, seguendo, nel flusso tanti altri, inizieresti a comprare libri di finti filosofi che ti daranno in pasto pillole anti-depressive che ti sazieranno come un piatto pieno di niente.

E’ per questo Chiara che devi stare molto più attenta ed ascoltare la seconda strada che avrai per non lasciare che la paura venga a rosicchiarti tutta.
Potrai vivere prendendo le tue decisioni, guardare un film che non conosce nessuno, assistere ad un concerto solo con 12 persone tra il pubblico, sostenere davanti agli altri qualcosa in cui credi e con cui nessun’altro potrebbe essere d’accordo. Conoscerai e porterai con te molti più verbi di quelli che hanno gli altri, avrai i verbi “emozionarsi” e “piangere” (che scoprirai non essere legato soltanto alla tristezza e all’insoddisfazione). Avrai come gli altri i verbi “giocare” e “divertirsi” ma saranno più luminosi per chi li leggerà dentro i tuoi occhi. Inizierai inevitabilmente a portare con te l’odore del sangue e sarà in quel momento che diventerai interessante per la paura… Perché vivere come ti ho detto, avere il verbo “emozionarsi” sempre con te, ti porterà spesso a sentirti non capita, potresti passare dei momenti in cui lotterai contro tutti per difendere quello in cui credi, sì, potresti passare momenti difficili, e sarà lì che la paura attaccherà, potrebbe essere tanto più cattiva quanto più tu ti sarai presa gioco di lei. Non dovrai lasciare neanche che ti mostri i suoi denti, se le lasciassi mangiare anche solo un pezzettino rischieresti di sentirti immobile in una gabbia come gli animali di questo zoo.

Una soluzione non ce l’ho e non te l’avrai da nessun’altro che da te stessa, non saranno i finti filosofi non saranno i padri, le madri, gli zii o i dottori, la soluzione la troverai nella somma di tutto quello avrai potuto provare nel non seguire tutti. Alla fine l’odore del tuo sangue sarà più forte, e nel momento stesso in cui penserai che sia valsa la pena di ogni singola cosa la paura sarà già andata a costruire una nuova gabbia intorno a qualcun’altro.

4 Risposte a “Lezioni allo zoo”

  1. giuliana detto

    che dire? se vuoi ti presto mio figlio, da portare allo zoo…

  2. Anonimo detto

    Fortunata chi ha uno zio come te.

  3. unclebeefheart detto

    Grazie anonimo/a!

    Giuliana la lezione purtroppo è per i parenti strettissimi, se non per la nipote per infanti a me ancora più stretti… non ora… nel futuro…

  4. Francesca detto

    Paaaaaadre, permettimi di essere “l’infante a te ancora + stretto”… mi piace pensare che qualche frase qua e là sia per me… :)

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